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“Mercati e dintorni”, una finestra sull’attualità

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Il network dei mercati all’ingrosso italiani

Mercati Associati inaugura una nuova fase della propria attività, per favorire la crescita imprenditoriale e culturale di un comparto che svolge un servizio strategico per il pubblico interesse.

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Albero
Basilico

Aumento aliquota iva al 5% su Basilico, Rosmarino, Salvia e Origano a rametti

  1. 7 luglio 2016, n. 122 (1).

Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2015- 2016.

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 8 luglio 2016, n. 158.

Capo V

Disposizioni in materia di fiscalità, dogane e aiuti di statoBasilico

 

Art. 21. Modifiche alle aliquote IVA applicabili al basilico, al rosmarino e alla salvia freschi destinati all’alimentazione. Caso EU Pilot 7292/15/TAXU

  1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla tabella A, parte II, il numero 12-bis) è abrogato;
  2. b) alla tabella A, parte II-bis, dopo il numero 1) è aggiunto il seguente: «1-bis) basilico, rosmarino e salvia, freschi, origano a rametti o sgranato, destinati all’alimentazione; piante allo stato vegetativo di basilico, rosmarino e salvia (v. d. ex 12.07)»;
  3. c) alla tabella A, parte III, il numero 38-bis) è abrogato.
  4. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in 135.000 euro a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per il recepimento della normativa europea di cui all’articolo 41-bis della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
frutta

Approvata definitivamente la legge contro gli sprechi alimentari

fruttaIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Senato ha approvato oggi definitivamente la legge per la limitazione degli sprechi alimentari. Tra gli obiettivi principali della norma ci sono l’incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari, con priorità della loro destinazione per assistenza agli indigenti. Allo stesso tempo si favorisce il recupero di prodotti farmaceutici e altri a fini di solidarietà sociale. Importante anche il contributo alla limitazione degli impatti negativi sull’ambiente e all’educazione dei cittadini per diminuire gli sprechi alimentari.

“Questa legge – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – è una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015. L’abbiamo presentata lo scorso anno nel nostro “Piano SprecoZero” proprio durante l’Esposizione universale ed è una traduzione in fatti dei principi della Carta di Milano. Un provvedimento che conferma l’Italia alla guida della lotta agli sprechi alimentari, che ancora oggi hanno proporzioni inaccettabili. 12 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Con questa norma ci avviciniamo sempre di più all’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo e donarle a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi. È molto importante il rafforzamento del tavolo indigenti del nostro Ministero, che ora potrà diventare un vero e proprio laboratorio operativo per ridurre gli sprechi e aumentare l’assistenza ai più bisognosi. Un modello che ci rende unici in Europa e che punta ad incentivare e semplificare il recupero più che a punire chi spreca. Un ringraziamento va a tutti i parlamentari per l’attenzione che hanno dato a questa legge e in particolare a Maria Chiara Gadda che ha lavorato con passione in questi mesi al provvedimento”.

LE PRINCIPALI NOVITA’ DELLA LEGGE

SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA
Donare diventa più semplice grazie alle disposizioni di carattere tributario e finanziario della legge. Vengono previsti tagli degli adempimenti burocratici, e introdotte modalità e requisiti semplificati di comunicazioni telematiche all’amministrazione finanziaria. Le disposizioni si aggiungono a quelle già contenute nella legge di Stabilità 2016 che ha alzato la soglia di comunicazione della donazione da 5 a 15 mila euro.

RAFFORZATO IL TAVOLO INDIGENTI MIPAAF: 2 MILIONI DI EURO AL FONDO PER ACQUISTO DI ALIMENTI. ATTIVO IL BANDO AGEA PER VITARE LO SPRECO DI LATTE
Viene potenziato il ruolo del Tavolo indigenti del Mipaaf, che vedrà la partecipazione anche delle organizzazioni agricole insieme a enti caritativi, industria e grande distribuzione già rappresentate. Previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per l’acquisto di alimenti da destinare agli indigenti. Il Mipaaf ha già avviato un’attività virtuosa di recupero degli sprechi e donazione agli indigenti. Proprio da poche ore è attivo il bando Agea per l’acquisto di latte crudo da trasformare in UHT e donare ai più bisognosi. Si tratta della prima tranche da 2 milioni del piano complessivo di acquisti da 10 milioni di euro.

SOSTEGNO ALL’INNOVAZIONE CONTRO LO SPRECO: FONDO DA 3 MILIONI DI EURO AL MIPAAF
Si istituisce un Fondo presso il Ministero delle politiche agricole con dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, destinato al finanziamento di progetti innovativi – che possono prevedere il coinvolgimento di volontari del Servizio civile nazionale – finalizzati alla limitazione degli sprechi e all’impiego delle eccedenze, nonché per promuovere la produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili.

POSSIBILITA’ PER I COMUNI DI INCENTIVARE CHI DONA AGLI INDIGENTI CON UNO SCONTO TARI
I Comuni hanno la facoltà di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti alle utenze non domestiche (TARI) relative ad attività produttive che producono e distribuiscono beni alimentari, in caso di donazione gratuita agli indigenti.

DEFINIZIONE DI ECCEDENZE E SPRECHI ALIMENTARI
Le “eccedenze alimentari” consistono nei prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause. Per “spreco alimentare” si intendono i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari, ancora commestibili, che vengono scartati dalla catena agroalimentare per ragioni commerciali, estetiche o perché in prossimità della data di scadenza.

ALIMENTI OGGETTO DI CONFISCA VERRANNO DONATI AGLI INDIGENTI
In caso di confisca di prodotti alimentari, l’autorità da oggi disporrà la cessione gratuita con priorità all’alimentazione dei più bisognosi o successivamente come mangime per animali.

LINEE GUIDA PER LA RIDUZIONE DEGLI SPRECHI ALIMENTARI NELLE MENSE PUBBLICHE
Il Ministero della Salute potrà emanare Linee guida per gli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti.

Ufficio stampa

Consumatore_Etichette

Stabilimento in etichetta obbligatorio per i prodotti alimentari italiani

Mercati_dintorni_logo_piccoloIndicare la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari sarà obbligatorio. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri che ha approvato il primo atto per la reintroduzione del provvedimento, che era stato abolito dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti.

L’obbligo di indicazione della sede dello stabilimento riguarderà gli alimenti prodotti in Italia e destinati al mercato italiano. Allo stesso tempo, comunica il ministero per le Politiche agricole, partirà a breve la notifica della norma alle autorità europee per la preventiva autorizzazione. L’Italia insisterà sulla legittimità dell’intervento in applicazione di quanto previsto dall’articolo 38 del regolamento n. 1169/2011, motivandola in particolare con ragioni di più efficace tutela della salute dei consumatori.

“È un passo importante che conferma la volontà del Governo di dare indicazioni chiare e trasparenti al consumatore sullo stabilimento di produzione degli alimenti – afferma il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina -. Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato in questi mesi a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette”.

Il ministro annuncia: “Non ci fermiamo qui, porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l’etichettatura sia sempre più completa, a partire dall’indicazione dell’origine degli alimenti. Per noi si tratta di un punto cruciale, perché la valorizzazione della distintività del modello agroalimentare italiano passa anche da qui. Lo scorso anno per la prima volta il Governo ha chiamato i cittadini a esprimersi ufficialmente su questa materia, attraverso una consultazione pubblica online. Il 90% dei 26 mila italiani che hanno risposto ha detto che vuole leggere la provenienza chiaramente indicata sui prodotti che consuma”.

Italia, Mercato ortofrutticolo rionale

Prezzi della frutta, Coldiretti lancia l’allarme speculazione

Luci e ombre sul futuro prossimo del comparto agroalimentare. Se è vero infatti, come riportato da Mercati associati nei giorni scorsi, che quelli segnati dall’export nei primi sei mesi del 2015 sono numeri record, occorre anche registrare la preoccupazione degli operatori nei confronti della speculazione sui prezzi della frutta. Secondo alcune stime dal campo alla tavola c’è un incremento fino al 500 per cento. L’allarme è stato lanciato da Coldiretti, sulla base dei dati dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Ad esempio, le pesche pagate al produttore 0,30 euro vengono vendute al consumatore 1,80 euro, mentre le susine costano 1,40 euro a fronte dei 0,40 corrisposti all’agricoltore. E ancora, i meloni lievitano da 0,40 a 1,40 euro e l’uva da tavola arriva a 2,50 euro rispetto agli 0,80.

Sempre Coldiretti evidenzia che per la prima volta la spesa delle famiglie per la frutta e la verdura ha superato quella per la carne. Un sorpasso registrato da Istat confrontando i dati degli ultimi 15 anni. Oggi gli italiani spendono il 23 per cento del proprio budget relativo all’alimentazione per la frutta e la verdura, per un importo totale di 99,5 euro afamiglia al mese, a fronte dei 97 euro per la carne.

A Coldiretti, intanto, è arrivato proprio nei giorni scorsi il sostegno del Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, che in occasione della visita del padiglione Coldiretti all’Expo ha sottolineato come distintività e rintracciabilità siano le parole d’ordine per dare nuovo impulso al settore agroalimentare.

Cassette colorate

Embargo russo e borsa cinese, il dibattito nel settore agroalimentare

Mercati_dintorni_logo_piccoloL’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei mette in allarme i produttori. Nel suo intervento pubblicato da ItalFruit, Irina Koziy, General Director di “FruitNews” Information Agency, mette in allerta l’intero comparto. Per un altro anno infatti saranno sotto embargo le produzioni ortofrutticole, ortaggi surgelati, funghi e piccoli frutti. Il provvedimento russo riguarda anche Usa, Canada, australia e Norvegia e altri cinque sono coinvolti dalla misura restrittiva: Albania, Islanda, Ucraina, Montenegro e Liechtenstein.

Non solo. In Russia è stata introdotta una legge che stabilisce la distruzione dei prodotti sotto embargo in entrata nello Stato. Secondo Koziy “questa nuova misura è stata annunciata come un tentativo di prevenire l’ingresso di tali prodotti attraverso falsi documenti ed è entrata in vigore a partire dallo scorso 6 agosto. Ci si può aspettare che questa decisione comporti dei problemi e dei rischi per coloro che importano in Russia e che contribuisca ulteriormente all’incremento dei prezzi già alti”.

ZucchineSecondo quanto riportato da ItalFruit, l’embargo ha riguardato circa il 30% dell’ortofrutta importati dalla Russia, causando dal momento dell’introduzione fino a maggio 2015 un calo dell’import pari al 28% per la frutta ed al 40% per gli ortaggi. Non tutto è ora quello che luccica in Russia: “L’effetto congiunto del calo del reddito dei consumatori e dell’aumento dei prezzi ha fatto sì che l’ortofrutta di fascia medio-alta sia risultata la più penalizzata. Allo stesso tempo è difficile per gli operatori di mercato rimpiazzare i prodotti di alta qualità che di solito provenivano da Paesi europei come l’Italia. I prodotti ortofrutticoli italiani tendevano a risiedere in una fascia media del mercato russo, dato che offrivano una qualità piuttosto buona, varietà ed avevano un prezzo più contenuto rispetto agli altri Paesi”, ha spiegato Koziy.

Fino all’embrago l’Italia incideva circa tra il 2 e il 2,5% sull’import russo di frutta e intorno allo 0,5% per gli ortaggi. La General Director di “FruitNews” Information Agency ha evidenziato inoltre che nel caso in cui venisse rimosso l’embargo “sarebbe complicato per i fornitori italiani riuscire a ristabilire queste quote nel mercato russo, a causa del tasso di cambio rublo-euro ed al reddito dei consumatori, fattori che hanno spostato la domanda verso prodotti con un prezzo più basso. Ritengo che sarebbe più facile per l’Italia rientrare nel mercato russo con prodotti a prezzo inferiore e che abbiano meno competizione con i Paesi non europei”. Secondo Koziy “il prodotto più adatto sarebbe il kiwi, che può vantare costi di produzione relativamente inferiori ed una competizione circoscritta solo a Grecia ed Iran, mentre le pesche e nettarine italiane probabilmente soffrirebbero la competizione di Paesi come Turchia, Marocco, Moldavia e Serbia.

Mercato ortofrutticoloIrina Koziy ha concluso il suo intervento auspicando in futuro “le tensioni politiche si affievoliscano e che l’embargo venga definitivamente rimosso. Tuttavia, gli operatori coinvolti nel mercato russo, come importatori, distributori, grossisti e produttori locali, devono adattarsi alle nuove condizioni di mercato, sviluppando una produzione locale e predisponendo alla commercializzazione i prodotti provenienti da altri Paesi anche con nuove tecnologie. Per questo, nuove opportunità in ambiti come produzione, conservazione, selezione e packaging si apriranno per fornitori di tecnologie provenienti da altri Paesi, inclusa l’Italia”.

A fianco della questione russa intanto si è presentato il crollo e le successive turbolenze dei listini in borsa a Shanghai, Hong Kong e Shenzen, provocate dal rallentamento della crescita dell’economia cinese. Una situazione che preoccupa anche i nostri produttori, che temono di perdere un importante partner commerciale dopo la Russia. Sono in corso di valutazione le ripercussioni sulla capacità d’acquisto di manifatture e agroalimentare Made in Italy da parte della classe media. Secondo i primi studi delle organizzazioni di categoria le aziende che si troveranno maggiormente in difficoltà saranno quelle del comparto agroalimentare e della meccanica.

Verdura e frutta

Numeri record per l’export agroalimentare. Il ministro: “Made in Italy, al via il piano di sostegno”

Mercati_dintorni_logo_piccoloSono numeri da record quelli segnati dall’export agroalimentare nei primi sei mesi del 2015. Il Ministero per le Politiche agricole ha comunicato che il comparto ha registrato esportazioni pari a 18 miliardi di euro e una crescita di oltre 8 punti percentuale rispetto allo stesso periodo del 2014. Un trend rende ottimista il ministro Maurizio Martina. L’obiettivo è infatti quello di raggiungere entro l’anno i 36 miliardi: “Quelli rilevati sono numeri da record, che dimostrano la solidità del settore, un tessuto fatto di centinaia di miglia di piccole imprese, che in questo momento sono anche proiettate verso i mercati mondiali”.

Il ministro afferma che il Governo “è al loro fianco. Attraverso il Piano straordinario per l’internazionalizzazione investiremo nei prossimi anni oltre 70 milioni di euro, con una campagna di promozione del Made in Italy e di lotta all’italian sounding, ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese. I consumatori di ogni angolo del mondo cercano l’Italia a tavola e intendiamo aiutare i produttori a coprire questo fabbisogno con i veri prodotti italiani”.

Filiera del latte

Nascono le Commissioni uniche nazionali per la filiera agroalimentare

Mercati_dintorni_logo_piccoloL’istituzione delle Commissioni uniche nazionali (CUN) per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agricolo e alimentare è stata prevista  nella legge di conversione del decreto legge per il rilancio dei settori agricoli in crisi, per il sostegno delle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e per la razionalizzazione delle strutture ministeriali, approvato dal Senato. Le Commissioni dovranno garantire la trasparenza nelle relazioni contrattuali tra gli operatori di mercato e nella formazione dei prezzi.

Lo ha reso noto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il provvedimento nel complesso interviene in particolare a favore delle filiere del latte e dell’olio, e contiene misure per l’accesso al fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole che hanno subito danni a causa delle piogge alluvionali nel corso dell’anno 2014 e fino all’entrata in vigore della legge di conversione e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali, come la Xylella fastidiosa, nel corso degli anni 2013, 2014 e 2015.

“Mettiamo un altro tassello importante – ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina – per il rilancio dell’agricoltura italiana. Siamo intervenuti su settori chiave come quelli del latte e dell’olio, con azioni che mirano alla tutela del reddito dei produttori. Ringrazio i parlamentari, in particolare quelli delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, per il grande lavoro fatto in queste settimane, ad esempio sul sostegno per le imprese agricole colpite da calamità naturali e da infezioni di tipo fitosanitario come la Xylella. Il 2015 è iniziato con segnali positivi: 42 mila nuovi occupati in un anno, una crescita delle esportazioni agroalimentari che hanno toccato quota 11,9 miliardi di euro. Governo e Parlamento sono in campo al fianco delle imprese per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”.

Sicurezza alimentare

Sicurezza alimentare e dei consumatori nel protocollo sui beni confiscati alla criminalità

Il documento firmato a Palazzo dell’Agricoltura il 30 luglio

 
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Un protocollo d’intesa tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata è stato firmato  il 30 luglio scorso nella sede del Palazzo dell’Agricoltura, alla presenza del Ministro Maurizio Martina, del Vice Ministro Andrea Olivero e del Direttore dell’Agenzia, il Prefetto Umberto Postiglione.

L’accordo ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per lo sviluppo di progetti legati alla qualità, alla sicurezza alimentare, alla tutela ambientale e a protezione dei consumatori per finalità istituzionali o sociali, insieme a una più efficiente gestione dei terreni e delle aziende agricole confiscate. Il Ministero metterà a disposizione le proprie competenze tecniche per il supporto nella definizione di atti di indirizzo, strategie e modalità operative e gestionali innovative.

Sono oltre 2.200 i terreni confiscati in gestione dell’Agenzia, di cui 1.686 in via definitiva e che verranno destinati e riassegnati tramite decreto dell’ANBSC.

“Un bene su quattro – ha detto il Ministro Martina – tra quelli confiscati alle organizzazioni criminali è un terreno agricolo. Per questo puntiamo a un lavoro più continuativo e coordinato con l’Agenzia che ci permetta di riportare alla legalità e all’agricoltura, magari a carattere sociale, queste terre. Ogni ettaro strappato ai criminali e restituito alle comunità è un simbolo, dobbiamo fare in modo che si semplifichino le procedure, tenendo altissima la guardia contro una riappropriazione da parte delle mafie. A questo scopo creeremo dei gruppi di lavoro con l’Agenzia e il coinvolgimento di soggetti che già oggi hanno dimostrato di saper gestire con integrità ed efficacia i beni. Penso ad esempio a Libera di Don Ciotti, con la quale il Mipaaf ha già un accordo in essere, potremo lavorare a incrociare queste due esperienze”.

Ufficio Stampa Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

prodotti tradizionali

I Prodotti agricoli tradizionali italiani salgono a 4881

Mercati_dintorni_logo_piccoloLa Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la quindicesima revisione dell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), che dal 2008 sono considerati espressione del patrimonio culturale italiano.

L’elenco si arricchisce di 68 nuovi prodotti tradizionali e conta quest’anno 4881 prodotti tradizionali. La Toscana detiene il primato con 461 PAT, mentre al secondo posto si colloca con 457 prodotti la Campania, seguita da Lazio con 393, Emilia Romagna 378 e Veneto 370.

Si definiscono “Prodotti Agroalimentari Tradizionali” quei prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo. In particolare, devono risultare praticate sul territorio di riferimento in maniera omogenea secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai 25 anni. Sono esclusi i prodotti agroalimentari registrati come Dop e Igp.

Disponibile sul sito del Mipaaf l’elenco aggiornato dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali:

Fonte: Ufficio Stampa Mipaaf

Xilella

Xylella, prorogato di 6 mesi lo stato di emergenza

La decisione adottata il 31 luglio dal Consiglio dei Ministri

Mercati_dintorni_logo_piccoloIl Consiglio dei Ministri ha stabilito la proroga per 180 giorni dello stato di emergenza in conseguenza della diffusione sul territorio della Regione Puglia del batterio patogeno da quarantena Xylella fastidiosa.

Sono state anche integrate le competenze del Commissario delegato nominato con l’ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile. Il Commissario potrà così proseguire nell’attuazione del Piano, adottato anche per stralci, al fine di impedire l’ulteriore diffusione del batterio e gestire tutte le attività per raggiungere tale obiettivo.

“L’attuazione del Piano del Commissario di Protezione civile sta dando risultati ed è necessario andare avanti – ha dichiarato il Ministro Martina – nel contrasto alla diffusione del batterio, per questo abbiamo stabilito una proroga di 6 mesi dello stato di emergenza. Tutelare l’olivicoltura salentina è una priorità nazionale ed europea e perciò siamo impegnati sul fronte della ricerca e nell’indennizzo alle aziende agricole colpite, alle quali abbiamo destinato i primi 11 milioni di euro con la legge agricoltura approvata meno di un mese fa e resa immediatamente operativa”.

La decisione del Consiglio dei Ministri rientra nel quadro più ampio di azioni che il Governo sta mettendo in campo nella gestione di questa emergenza fitosanitaria, a partire dall’attivazione per la prima volta in casi simili del Fondo di solidarietà nazionale con un primo stanziamento di 11 milioni per il ristoro dei danni subiti da agricoltori e vivaisti, che abbiano perso più del 30% del valore della loro produzione. Allo stesso tempo una quota significativa dei 13 milioni a disposizione del Commissario di Protezione civile sono destinati all’indennizzo delle aziende agricole, ai vivaisti e agli altri proprietari dei terreni. Sul fronte della ricerca nel Comitato Horizon 2020 è stato approvato un importante progetto europeo con azioni specifiche sulla Xylella che sarà coordinato dal Cnr di Bari con un finanziamento di quasi 7 milioni. A livello nazionale si sta definendo un programma di ricerca molto ambizioso, a cui dovranno partecipare diverse istituzioni scientifiche e di ricerca, in particolare quelle pugliesi, con la creazione in Salento di un campo sperimentale dove testare le possibili soluzioni contro la fitopatia.

Ufficio Stampa Ministero politiche agricole alimentari e forestali